CSN7NEWS.IT CULTURA INTERNAZIONALE e ARTE ONLINE  7. 10. 2021 N .152 anno  XIII  |||||||| ISSN 2283-6586

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          La 17 edizione della Biennale

            di architettura e le opere

             presenti nell'Arsenale

 

by ELISABETTA MARCHETTI

 

  

 

   

L'edizione 17 della Biennale di Architettura con presidente il dott.Roberto Cicutto e curatore l'architetto Sarkis prova a rispondere ad un interrogativo quanto mai urgente e desideroso di risposte significative, e ,o provocatorie ,  tanto che il logo dell'iniziativa questo anno non è altro che una  domanda 'Come potremo vivere insieme in un mondo così molteplice, polietnico e policulturale ma profondamente diviso da pandemie e diversità economiche ?

Le opere esposte nell'arsenale sono tante e molte meritano di essere citate. Va ricordato che l'arsenale offre uno spazio di 11.430 mq e coi soppalchi si aggiungono altri 4.440 mq. L'arsenale è di per sé un monumento storico, perchè proprio in questo spazio immenso venivano costruite le flotte della Serenissima e dava lavoro a più di 2000 operai. Dal 1980 è aperto al pubblico e comprende il Teatro alle Tese, il Teatro Piccolo Arsenale 2000, il Giardino delle Vergini 2009, le Sale d'Armi 2015.

Le opere presenti sono tante e interessantissime, se non altro perchè sono tentativi di risposta al quesito sopracitato, risposte difficili perchè nascono dallo sforzo  di reagire all'inquinamento e alla crisi ambientale e con il dovere di recuperare materiali di riciclo.

All'ingresso il visitatore si trova difronte all'opera dello scultore nigeriano Peju Alatise con l'installazione 'Alasiri' (SEGRETI ), 40 porte e 13 figure umane che rappresentano le diversità delle identità e le barriere che si interpongono tra loro.

Si prosegue ed ecco l'opera impattante delle bottiglie di plastica colorata che in fila formano come un tendaggio a fasce  colorate.  Gli autori sono Patti ANAHORI e Cesar Schofield Cardoso che vivono nell'arcipelago di Capo Verde e riflettono con questa opera sul consumismo del turismo di massa che aggredisce ogni anno territori incontaminati.

C'è pure la costruzione in assi di legno dell'architetto Aravena, che cerca di studiare alloggi per i più poveri e presenta questa costruzione dal titolo 'Aravena'  La costruzione è ispirata al conflitto tra cileni e Mapuche. I Mapuche l'hanno chiamata Kunu, ovvero un luogo per discutere e negoziare. Il KUNU è stato terminato nel 2020 e al termine della Biennale ritornerà in Cile con la speranza che svolga il compito per cui è stato costruito.

Nel tentativo di utilizzare materiali nuovi troviamo la statua di Nefertiti realizzata niente meno con la materia suddivisa nelle celle degli alveari,la cera d'api, poco più vicino  compare una sorta di capanna fatta della stessa materia, la cera d'api. Viene persino affrontato il problema dell'innalzamento delle acque nelle regioni costiere e viene presentato il Building with Waves studiato da ricercatori delle Maldive e  americani che impiega dispositivi sommergibili che sfruttano la forza delle onde per accelerare e orientare l'accumulo di sabbia su aree strategiche. Tutto avviene in modo naturale e sostenibile.

  Infine  appare al visitatore un tavolo per un pranzo allestito con materiali di risulta dopo l'Apocalisse. Quando tutto sarà distrutto la tavola si presenterà con coltelli fatti con tronchetti su cui sono stati inseriti pezzi di plastica taglienti, i piatti sono in ceramica sbocconcellata su cui si trovano i disegni dei sopravvissuti. Il banchetto multispecie accoglie una volpe,un topo, un piccione, una mucca,un castoro,un lupo, un corvo, un fungo e ovviamente l'uomo e i suoi bambini. Gli autori sono Anab Iain ( Indian/British b.1976) e Jon Ardern (UK, b.1978)

Dall'acqua delle arcate dell'Arsenale compare un albero nero rinsecchito e tra i rami è stato appoggiato un grande masso di pietra. L'opera è dell'artista italiano Giuseppe Penone e con la collaborazione di Chus Martinez. Cosa significa ? Siamo tutti potenziali ascoltatori di quanto ci trasmette la natura anche quando sembra arrivare la morte. Questi spazi di ascolto vanno ampliati anche dentro di noi.

Strane cose appaiono all'Arsenale, ma tutto è studiato per rispondere alla fatidica domanda, come vivremo insieme, tutti noi così diversi? How will we live together?

 

 

M.IT.I.CI. Promozione digitale

dei Musei Italiani in Cina

 

L’iniziativa, promossa dalla Direzione Generale dei Musei del MiC, vede la sponsorizzazione tecnica dall’agenzia di marketing digitale Digital to Asia, in partnership con Alipay

 

 

 Nella prima settimana di ottobre si celebra in Cina la Festa Nazionale  nota anche come Golden Week  che commemora quest'anno il 72° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Una festività di sette giorni, seconda per importanza soltanto al Capodanno cinese che, ormai da anni, è considerata una ricorrenza di notevole rilievo sociale ed economico per il popolo del Paese del Dragone in viaggio nel mondo.

 

È proprio in questa occasione che la Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura ha scelto di presentare M.IT.I.CI (Musei Italiani In Cina), un progetto di promozione digitale volto al miglioramento dell’esperienza culturale nel nostro Paese per i visitatori provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese. La sponsorizzazione tecnica è stata assegnata all’agenzia di marketing digitale Digital to Asia che ha operato alla realizzazione della proposta in partnership con Alipay, piattaforma di pagamento online e abilitatore di servizi lifestyle, gestita da Ant Group.

 

Il progetto M.IT.I.CI nasce nel 2019 da una constatazione semplice quanto illuminante: la crescita del benessere economico della popolazione cinese e il conseguente incremento del desiderio di viaggiare e scoprire nuovi Paesi. La Golden Week 2021 è un momento dall’alto valore simbolico per la Cina e può essere considerato come un’occasione di ripartenza: nel prossimo futuro, tutto fa presupporre che ci sarà una ripresa delle abitudini di spesa – tra cui quelle per viaggi e turismo – e che il desiderio di scoperta e il bisogno di spostarsi porteranno il numero di turisti cinesi a crescere ancora più velocemente, raggiungendo e superando i dati del 2019. Se allora solo il 10% dei cinesi, ovvero 150 milioni di persone, avevano un passaporto e di questi solo il 10%, ovvero 15 milioni, viaggiavano verso destinazioni occidentali, è molto probabile che con la riapertura delle frontiere e l’allentamento delle restrizioni legate al Covid-19, un maggior numero di turisti cinesi sarà interessato ad aprirsi alla scoperta dell’Europa e far crescere il trend del turismo cinese outbound.

 

Quest’anno l’Unesco ha dichiarato che Italia e Cina sono i leader dei siti patrimonio dell’umanità, contandone rispettivamente 58 e 56, un dato che – oltre alla condivisione del podio da parte dei due Paesi – sottolinea l’importanza di proteggere e di far conoscere il proprio patrimonio culturale al mondo. Nonostante il primato italiano, il patrimonio culturale del Bel Paese non è necessariamente il più conosciuto dai turisti cinesi e non sempre le nostre realtà museali sono pronte ad accogliere un pubblico così distante dal punto di vista linguistico e culturale.

Per questo motivo, la Direzione Generale dei Musei ha sentito l’esigenza di creare un percorso di avvicinamento alla proposta culturale e artistica italiana per i viaggiatori cinesi, attraverso i canali di comunicazione più utilizzati dalle nuove generazioni, le piattaforme social e di servizio più diffuse in Cina. Per farlo, ha selezionato – attraverso un bando pubblico di gara – Digital to Asia: una delle realtà digitali più innovative presenti in Italia, focalizzata sulla promozione delle offerte culturali e commerciali verso i mercati asiatici e sui processi di internazionalizzazione digitale.

Tra le realtà museali al centro del progetto, veri e propri gioielli della nostra cultura e della nostra storia: i Musei Reali di Torino, il Palazzo Reale di Genova, i Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, il Parco Archeologico di Ostia Antica, Villa Adriana e Villa D’Este a Tivoli (Roma), la Reggia di Caserta, il Parco Archeologico di Paestum e Velia e il MArTA Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

 

Il progetto M.IT.I.CI contribuirà dunque a migliorare l’accoglienza e l’esperienza culturale dei visitatori cinesi nell’ambito delle attività di promozione degli istituti museali, attraverso l’esperienza di mediatori culturali e lo sviluppo di azioni strategiche da parte di Digital to Asia, fornendo tutti gli strumenti offline e online necessari per raccontare la bellezza del nostro Paese al pubblico cinese. Tra le azioni che verranno messe in campo dall’agenzia di marketing digitale,  la produzione di seminari fruibili sulle piattaforme digitali cinesi, la realizzazione di materiale informativo e vademecum di buone pratiche, l’ideazione di linee guida a uso delle strutture museali e ricettive, la creazione di materiale grafico a riproducibilità sostenibile, di pagine web e virtual tour in 3D, oltre che di live streaming e molteplici strategie di promozione e marketing promosse attraverso i social media cinesi, fino alla possibilità per i turisti cinesi di effettuare l’acquisto di biglietti per le visite ai musei direttamente online, attraverso le loro abituali piattaforme di pagamento digitali.

 

«La pandemia ha rinviato di circa un biennio l’anno della Cultura e del turismo Italia-Cina, ma questo non ha bloccato l’avanzare di M.IT.I.CI, un progetto che ci sta molto a cuore. In esso, a partire dal logo e dal nome, abbiamo cercato di creare un punto di contatto e una mediazione culturale fra i due Paesi. Per il logo si è scelto infatti un elemento comune nella produzione artistica di entrambe le culture, il vaso, perché ben rappresenta l'immagine e la funzione dei musei: essere "contenitori di oggetti preziosi da preservare". Per rappresentare la Cina si è optato per il vaso DING, risalente alla dinastia Xia del 2.000 a.C., mentre per l'Italia è stata scelta l'anfora romana; gli elementi sono stati fusi graficamente in un unico elemento artistico da un giovane designer cinese. Il vaso diventa così testimone della contaminazione divenuta inevitabile tra le due culture millenarie. Per il nome abbiamo scelto M.IT.I.CI, nella sua accezione più moderna di oggetto o persona da ammirare e, idealmente, come meta del viaggio verso la conoscenza della cultura italiana, un mito rivelato e raggiungibile. Il nome del progetto è anche uno pseudo acronimo di M.USEI IT.ALIANI I.N CI.NA, una sorta di veicolo digitale per trasportare i prodotti migliori della nostra tradizione millenaria in un paese molto interessato alla cultura europea e, in particolare, a quella italiana. Il nostro obiettivo è proprio questo: far diventare il Museo italiano un MITO per il turista cinese» afferma Giovanni Capra, General Manager e Partner di Digital to Asia.

 

«Siamo lieti di supportare Digital to Asia in questo importante progetto di accoglienza dei turisti che dalla Repubblica Popolare Cinese arrivano in Italia. Con la ripresa dei viaggi internazionali, il nostro obiettivo è aiutare le aziende e le organizzazioni di tutto il mondo a connettersi, interagire e commercializzare facilmente con i consumatori cinesi, aggiungendo Alipay come opzione di pagamento mobile. Questa collaborazione si inserisce perfettamente in questa strategia che ci permetterà di offrire agli utenti cinesi quella stessa esperienza digitale tanto apprezzata e alla quale sono abituati, anche quando si trovano in Italia. Tramite Alipay, infatti, i turisti cinesi avranno la possibilità di effettuare pagamenti tramite l'app in tutti i musei che hanno aderito al progetto, oltre a ricevere informazioni sull’ubicazione e sull’offerta culturale degli stessi» commenta Piero Candela, Business Development Italy, Spain, Portugal, Greece di Alipay. (YASA LASHKARI )

 

  

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

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