CSN7NEWS.IT CULTURA INTERNAZIONALE e ARTE ONLINE 7. 2024 N .183  anno  XVI |||||||| ISSN 2283-6586

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  1. Viaggi e scoperta: L’Europa è un continente che offre una varietà di paesaggi, dalla Costa Amalfitana in Italia alle Aurora boreali in Scandinavia. Viaggiare attraverso l’Europa è un’avventura che ci permette di scoprire nuove culture e modi di vivere.

   AVVENTURE

 

Ostia Antica,

un viaggio nel tempo

 

by    MARCO AMABILI

Un viaggio nel tempo, alla scoperta della bellezza di Ostia Antica a due passi da Roma

Una visita alle bellezze di Roma e dintorni non può farsi mancare ilgiro di Ostia Antica, un viaggio nel tempo che ci riporta

alla maestosità e all'ingegnosità delle opere romane, con i suoi importantissimi monumenti, dall'immenso valore storico, artistico, architettonico e culturale. Si raggiunge dall'uscita 12 del Grande Raccordo Anulare, ed è a circa 26 chilometri da Roma. Ci si arriva facilmente anche con la linea ferroviaria Roma Lido, i cui treni sono disponibili ogni 15 minuti, e la cui fermata Ostia Antica è a cinque minuti dall'ingresso del sito archeologico. La sua storia comincia, secondo le ricostruzioni archeologiche, intorno al IV secolo a.C., quando, per sfruttare le saline alla foce del Tevere, fu costruita la città, il cui nome deriva dal latino ostium, che significa appunto "foce". La leggenda, in realtà, vuole una sua fondazione più antica, intorno al 620 a.C., ad opera del quarto re di Roma.

Anco Marzio.

La base delle prime costruzioni fa pensare in realtà a un "castrum", cioè a un accampamento militare, ma successivamente si sviluppò come luogo commerciale, poiché era di fatto il porto di Roma e da lì arrivavano per mare le merci dirette poi a Roma. Rimase importante a livello strategico per molto tempo, e nel suo massimo periodo di splendore arrivò a contare 50.000 abitanti, perlopiù del ceto mercantile, dunque ricchi e abituati al lusso. Era una città prestigiosa, che non mancava di edifici di lusso, tra templi, un teatro, un foro e le immancabili terme. La sua importanza declinò a partire dal VI secolo d.C., perché le vie di comunicazione con Roma erano inesorabilmente più difficili, sia quelle per terra (Via Ostiense) che quelle che sfruttavano la navigazione sul Tevere. La città antica fu dunque abbandonata, fino a essere riscoperta a partire dai primi decenni dell'Ottocento, quando cominciarono gli scavi archeologici, sotto il papato di Pio IX. Oggi, è il sito archeologico più grande del mondo, con i suoi 150 ettari di estensione.

ENTRATE DALLA PORTA ROMANA

La visita a Ostia Antica può partire dalla Via Ostiense, dove si incontra, prima di arrivare all'abitato vero e proprio, una spettacolare necropoli, poiché le leggi romane imponevano che i sepolcri fossero sempre posti al di fuori delle mura dei centri abitati. Qui si possono vedere ancora oggi le nicchie che contenevano le ampolle con le ceneri, altari, camere per i sarcofagi e sepolture di diverso tipo, che si sono susseguite nel corso del tempo. Procedendo oltre la necropoli, si giunge alla cinta muraria di Ostia, lunga quasi due chilometri. L'ingresso all'antica città avviene dalla Porta Romana. Da qui, un lungo viale (il cosiddetto Decumano) percorre l'abitato da est a ovest. Procedendo su questa strada, lunga nove metri, arriviamo agli edifici pubblici più importanti che ancora oggi si possono visitare. I più grande complesso termale di Ostia era quello delle Terme di Nettuno, nella cui entrata si può ammirare ancora oggi un meraviglioso mosaico a tessere nere che raffigura Nettuno con ippocampi, delfini, ninte marine e tritoni.

Si possono visitare, all'interno delle terme, le tre tipiche zone che le componevano, ovvero il frigidarium, il tepida-rium e il calidarium. Nel primo si osservano due vasche e un mosaico raffigurante il mostro marino Scilla; due vasche sono presenti anche nelle altre due stanze delle terme.

LA MERAVIGLIA DEL TEATRO

Proseguendo nella visita, un altro meraviglioso monumento da visitare è il Teatro, che era stato realizzato nel 12 a.C. dall'imperatore Augusto, per poi essere più volte ristrutturato successivamente. Solo due dei tre ordini di gradini si sono conservati fino ai nostri giorni; la cavea era davvero immensa e poteva ospitare fino a 4000 spettatori.

Alle spalle del Teatro si trova uno spiazzo circondato da un portico il cui pavimento è coperto di meravigliosi mosaici, in cui sono raffigurate le principali attività commerciali della città. Questo è il cosiddetto Piazzale delle Corporazioni.

Se si procede lungo la via principale, si possono incontrare e visitare poi diversi templi ben conservati, come per esempio il Mitreo delle Sette Sfere, edificio realizzato in onore del dio Mitra, per visitare il quale si deve scendere nei sotterranei di un ex impianto termale, dove ancora oggi si possono vedere i triclini in muratura della sala in cui gli adepti del culto consumavano i pasti comuni, e una splendida riproduzione di una statua del dio Mitra mentre sgozza un toro (l'originale si può ammirare nel Museo degli Scavi). Altro luogo da non mancare è l'Insula di Diana, edificio così chiamato per il dipinto che raffigura la dea della caccia proprio all'entrata. Accanto ad esso si trovano altre terme, le famose Terme del Foro, di fronte al quale si trova un altro dei luoghi più affascinanti di Ostia Antica, il cosiddetto Thermopilium: era una locanda in cui si poteva mangiare e riposare, e di certo non era l'unica della città.

Tra i monumenti meglio conservati del sito archeologico c'è poi il Capitolium, sempre situato lungo il Decumano, edificato da Adriano nel 120 d.C. Infine, nell'ultimo settore più settentrionale della zona si trova la Domus di Amore e Psiche, edificio residenziale risalente alla metà del IV secolo d.C., dal bellissimo pavimento in opus sectile, perfettamente conservato. Naturalmente, questi sono solo alcuni dei monumenti da visitare.

È bene prendersi tutto il tempo per godersi la passeggiata in questo luogo che ci riporta indietro di secoli, che si decida di farlo da soli, oppure con una visita guidata.

LA DURATA DELLA VISITA

Per vedere i principali monumenti ed edifici di Ostia Antica ci vogliono almeno due o tre ore, ma consigliamo di dedicare almeno una mattinata intera alla visita, così da poter sfruttare al massimo il tempo a disposizione e osservare quasi tutto ciò che il sito archeologico ha da offrire. Volendo, esistono anche dei tour guidati di due o tre ore, per chi preferisce avere una guida archeologica qualificata che racconterà tutta la storia e le particolarità dei luoghi visitati.

In ogni caso, il biglietto d'ingresso,  garantisce di poter girare liberamente per tutto il sito archeologico, entrando negli edifici e immergendosi nel piacere della scoperta di un mondo passato e lontanissimo da noi.

       ARTE

 Picasso al Mudec

 

by ELISABETTA MARCHETTI

 

          

 

Picasso, La metamorfosi della figura sino al 30 giugno 2024 al Mudec di Milano


 

Per gli amanti di Picasso una mostra di interesse incredibile perchè si può ammirare l'influenza che l'arte africana ha esercitato  

su questo pittore rivoluzionario e insieme si possono osservare tutti i disegni preparatori a quella che è senza dubbio l'opera-manifesto di tale rivoluzione, Les Demoiselles d'Avignon. I quaderni su cui si trovano i disegni preparatori sono quindici in totale e già questo dato ci indica l'importanza che il quadro Le Demoiselles d'Avignon aveva nella produzione complessiva dell'autore, ma in realtà il quadro nella sua grandezza e monumentalità risulta essere il frutto del sincretismo del pittore che scioglie in un unico abbraccio il geometrismo di Cezanne e la plasticità della scultura iberica, africana e oceaniana.

L'opera poi venne realizzata tra l'inverno del1906 e l'estate del 1907. Il collezionismo di Picasso è risaputo. Non solo colleziona opere di altri artisti suoi contemporanei, ma possiede sessantuno stampe giapponesi e nel 1907, dopo la visita al Museo del Trocadèro, inizia l'amore per le maschere africane e oceaniane. Nelle sue collezioni sono presenti maschere mukuyo e una scultura tiki.

Alla mostra accanto ai quaderni con i disegni preparatori de Le Demoiselles d'Avignon, si può ammirare il quadro del 1961 dal titolo 'Nudo appoggiato' proveniente da collezione privata, oppure 'Donna che si spazzola i capelli' del 1952 sempre proveniente da prestatore anonimo , 'Nudo dormiente'del 1954, e la 'Testa di donna' del 1926 proveniente da collezione privata. La ricerca di forme nuove, asimmetriche, lineari e trattate come cubi è il risultato dell'amore per la scultura africana, iberica e oceaniana ed insieme dello spirito di riduzione astratta che porterà al cubismo. Tutta questa lenta trasfigurazione è testimoniata dalla esposizione.

Va ricordato che a Picasso fu affidata la realizzazione del manifesto del primo Congres des Ecrivains et Artistes Noirs che alla Sorbona di Parigi , nel 1955, riunì gli artisti e scrittori del movimento anticolonialista africano. Inoltre nel 1966 partecipò al festival Mondial des Arts Negres a Dakar con una mostra dal titolo Tendances et Confrontationsche raccolse i migliori artisti di tutta l'Africa.

Negritudine eastrattismo, come ultima soluzione pittorica di Cezanne, sono i due binari che si congiungono in quadri di tale periodo e che tali quadri, perlopiù provenienti da collezioni private, finito l'evento,ritorneranno nelle loro dimore.

Un motivo in più per visitarla sino al 30 giugno 2024. In mostra 26 studi tratti dal quaderno numero 7 della Fondazione Ruiz Picasso-museo Casa Natal di Malaga. La mostra è curata da Malen Gual, conservatrice onoraria del Museo Picasso di Barcellona assieme a Ricardo Ostalè. Ed è prodotta da 24 ORE Cultura -Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, con il patrocinio dell'Ambasciata di Spagna e il sostegno di Fondazione Deloitte, partner istituzionale della stessa.

Museo del Mudec

                              

 

   Oltre la superficie

Mostra personale di Gianluca Patti

 

a cura di Andrea Daffra

 

17 maggio - 29 giugno 2024

 

Galleria Ferrero

Villa Nesi | Via Torino 29, Ivrea (TO) 

 

Inaugurazione: giovedì 16 maggio dalle 18.30 alle 20.30 (su invito)

 

 

by LAURA COMETA

 

 

 

Gianluca Patti nel suo studio. Crediti fotografici Gianmarco Diodati

Dal 17 maggio al 29 giugno 2024, la Galleria Ferrero ospita la mostra personale di Gianluca Patti OLTRE LA

SUPERFICIE, a cura di Andrea DaffraGianluca Patti è nato nel 1977 a Monza, vive e lavora tra Monza e Milano.

La sua ricerca è incentrata sullo studio del colore e della materia quali strumenti di narrazione del vissuto personale e della

dimensione temporale. Lo studio da autodidatta della storia dell’arte ha avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione della sua

ricerca artistica.

 

Attraverso una selezione di circa quindici opere inedite, Gianluca Patti offre al pubblico un affascinante viaggio nella sua ricerca artistica. Una delle caratteristiche fondamentali della sua poetica è la stratificazione della pittura, che consente agli elementi pittorici sottostanti di emergere liberamente in superficie, evocando ricordi ed emozioni del passato.

 

Il percorso espositivo, concepito per la Galleria Ferrero, guida il visitatore attraverso questa stimolante ibridazione sensoriale.

Grandi opere policrome si alternano a piccoli monocromi, offrendo un'ampia gamma di esperienze estetiche. Le opere in mostra raccontano un viaggio autobiografico, in cui Gianluca Patti dimostra la sua abilità nel trasformare materiali di provenienza "edile", come prodotti cementizi, resine e pigmenti, in opere pittoriche di grande profondità emotiva.

                                                                           

                                                                                                                    

EVENTI

XIV Giornata Nazionale :

DOMENICA 26 MAGGIO TORNA IL PIÙ GRANDE MUSEO DIFFUSO D’ITALIA

by FRANCESCA GRIMALDI

Torna la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. Il più grande museo diffuso d’Italia riapre le porte domenica 26 maggio: oltre 550 monumenti tra castelli, rocche, ville, parchi, giardini lungo tutta la penisola accoglieranno gratuitamente tutti coloro che vorranno immergersi in luoghi senza tempo, circondati dalle meraviglie del patrimonio artistico e culturale italiano.

 

L’iniziativa, giunta quest’anno alla XIV edizione, è organizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Case della Memoria, la Federazione Italiana Amici dei Musei (FIDAM) e Federmatrimoni ed Eventi Privati (Federmep) e ha ricevuto il patrocinio di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo.


Il patrimonio culturale privato in Italia, con oltre 37 mila immobili identificati, costituisce una parte fondamentale del patrimonio storico, artistico e culturale nazionale. Contrariamente a quanto si pensi, in Italia vi sono oltre 8.200 dimore private abitualmente aperte al pubblico, superando di gran lunga il numero dei comuni italiani, che ammontano a 7.901: in media, più di una dimora per località. Si può dunque parlare di una delle principali risorse per lo sviluppo del Paese, basato sulla storia e l'identità italiana e che favorisce la nascita di nuove occupazioni e la creazione di un futuro sostenibile a partire dalla propria memoria. Uno sviluppo di cui non tutti i Paesi possono vantarsi.

 

Le Dimore Storiche, non solo il più vasto museo diffuso, ma anche la più estesa industria culturale del Paese, creano economia e valore sociale – oltre che culturale – in tantissime filiere estremamente ampie ed articolate, come turismo, artigianato e restauro,  soprattutto al di fuori delle grandi città.

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