CSN7NEWS.IT  ITALIA ATTUALITA' ONLINE 7. 9. 2021 N .151 anno  XIII |||||||| ISSN 2283-6586

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ITALIA

         

 

 

             Progetto          endometriosi

         cambia la vita

                

 

                                           by REDAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

       

                                                 

A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi lavora da oltre 15 anni per informare, creare consapevolezza e ottenere diritti per le donne affette dalla malattia cronica.
 

 Non ci sono cure definitive all'endometriosi, ma le speranze sono tante. Perché tante sono le volontarie che partecipano alle attività di A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, che da oltre 15 anni lavora per fare informazione su questa malattia cronica e debilitante, le cui cause sono ancora sconosciute.

Questa è una patologia diffusa: circa 3 milioni le donne in Italia sono affette da endometriosi, molte delle quali riescono ad avere una diagnosi dopo molti anni dal manifestarsi della malattia, difficile da riconoscere (si stima che in media i tempi per ottenere una risposta ai dolori e alle sofferenze provati a causa dell'endometriosi sia tra i 7 e gli 8 anni). A darne un'informazione capillare è l'Associazione A.P.E. che dal 2005 che si rivolge a scuole fino a raggiungere gli ambulatori medici e i luoghi di incontro, per aiutare concretamente con chi convive con questa patologia e indirizza verso I centri specializzati.

L'endometriosi è una malattia complessa che ha origine dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, chiamato endometrio, in altri organi (ad esempio ovaie, tube, peritoneo, vagina e talvolta anche intestino e vescica), e provoca dolori fortissimi, tanto da limitare la vita quotidiana e lavorativa. Talvolta, anche i medici sottovalutano le diverse implicazioni.

 

Jessica Fiorini, oggi vicepresidente dell'Associazione, punto di riferimento in tutta Italia, spiega che anche un volantino pu₩are la differenza ed indirizzare le donne, spaestate e intimorite, verso la strada per curarsi. «Se anch'io quando ero adolescente e stavo cos■ale avessi avuto l’opportunit¦i ricevere informazioni sull'esistenza della malattia e dei suoi sintomi, forse alcune cose sarebbero andate diversamente», racconta. «Quando la mia collega mi ha portato il volantino dell'associazione ho capito che non soffrivo di una malattia rara, che eravamo tante e soprattutto, da lᅠ￰artito il mio impegno nel volontariato. La distribuzione di materiale informativo è stata una delle prime cose fatte dall'A.P.E. e anche oggi lo facciamo. Mi piace credere che trovare un volantino in una farmacia, dal medico, ed ovunque vengono distribuiti grazie alle volontarie e a tutte le persone che ci aiutano, possa fare la differenza per qualcuna, come l’ha fatta per me e per molte altre». Oggi ci sono il web e i social per coinvolgere le donne (solo su Facebook A.P.E. ha oltre 37mila followers), ma sono tante e variegate le azioni per confrontarsi e sostenersi nella lotta alla malattia, per ottenere diritti e riconoscimento da parte delle Istituzioni, per dare spazio a campagne di sensibilizzare in consultori e presso i medici di base.


Nella sua lunga storia A.P.E. ha stampato oltre 
200mila pieghevoli informativi, opuscoli con indicazioni pratiche e burocratiche, cartoline “passa l'informazione, ha divulgato informazioni sugli specialisti a cui rivolgersi e sui centri pubblici specializzati in endometriosi, guide per affrontare gli esami diagnostici e sulle possibili terapie, collaborando con medici, ricercatori, esperti di tutta la penisola. Tra le ultime attivitᅠla realizzazione delle Linee guida sull'alimentazione e corretto stile di vita per endometriosi, frutto di un articolato lavoro interdisciplinare che ha coinvolto diversi nutrizionisti, i quali, sulla base di evidenze scientifiche e anni di esperienza con le pazienti, hanno stilato una serie di suggerimenti pratici per aiutare le donne.

Gli incontri di sostegno, le centinaia di conferenze e appuntamenti informativi organizzati in tutte le regioni, la partecipazione a convegni medici e i convegni nazionali messi a punto a partire dal 2010 per condividere tutti gli aggiornamenti a livello medico e sanitario, sono stati da subito molto apprezzati dalle donne che oggi sono in prima linea per far valere i propri diritti. In particolare, chiedono provvedimenti sanitari urgenti e risposte adeguate dal sistema sanitario nazionale, ancora relegato a liste di attesa lunghe per visite ed interventi chirurgici  un problema considerando l'importanza della diagnosi precoce e a costi elevati per le cure (a causa di mancata esenzione dai medicinali, terapie e altre prestazioni multidisciplinari non garantite dal sistema sanitario nazionale).

C’￰oi il tema spinoso dei congedi lavorativi per endometriosi non garantiti e in alcuni casi la perdita del lavoro delle pazienti a causa della malattia. Sono stati tanti, negli anni, gli eventi di sensibilizzazione organizzati da A.P.E. per far conoscere a quante pi￰ersone possibili gli aspetti di questa patologia: il flash mob di sensibilizzazione del 2014 a Roma, la prima conferenza al Parlamento Europeo sull’endometriosi in collaborazione con l’associazione francese Endo France, la creazione di corsi di formazione, a partire dal 2017, per ginecologi, ecografisti, psicologi e psicoterapeuti, le attivit¦i sensibilizzazione nelle scuole per informare le più govani ed aiutarle ad approcciarsi alla malattia o a sostenere le coetanee. Il percorso ↓ungo, ma la storia di A.P.E. dimostra che una buona informazione pu¦avvero cambiare la vita.
Sul sito dell'APE - www.apendometriosi.it  ci sono tutte le informazioni utili e i progetti, per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.

Per donare il 5x1000 a A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, ed aiutarla a diffondere consapevolezza, il codice fiscale da inserire in dichiarazione dei redditi ᅠ91130230351, firmando nel riquadro Organizzazioni non lucrative di utilità sociale. (cs www.apendometriosi.it)

 

 

 

                                                                                                                                                      POLITICA ESTERA

Afghanistan, Ferrara per il dialogo e la pace

                                                                           

AFGHANISTAN, AIROLA (M5S): OCCASIONE PER UE DI DIVENTARE POTENZA MONDIALE. AFGHANISTAN, FERRARA (M5S): AIUTI IN CAMBIO DI RISPETTO DIRITTI UMANI

Roma, 7 set. - "Il dialago con i talebani, che non equivale a riconoscerli o legittimarli, è una strada che va tentata", ha dichiarato Gianluca Ferrara (M5S), aggiungendo che esso "è l’unico strumento per pressarli al fine di ottenere da loro quello che ci interessa: oggi corridoi umanitari, domani il rispetto dei diritti umani in particolare di quelli delle donne. Potrà essere una realtà di fatto a noi sgradita, ma sono i talebani ad aver vinto la guerra e sono loro che controllano il Paese e quindi è con loro che dobbiamo tentare di instaurare un dialogo se veramente ci interessa influire positivamente sul destino del popolo afgano. Coloro che oggi dicono 'Mai dialogo con i talebani' sono gli stessi che fino a ieri volevano continuare all’infinito questa guerra assurda. Ma isolando quel regime sarà solo peggio, non solo per gli afgani, ma anche per noi. Se l’Occidente e l’Europa si oppongono ad un dialogo, il regime si radicalizzerà pericolosamente, finanziandosi con la jihad anti-occidentale e il narcotraffico o si rivolgerà ad altri poco affidabili attori internazionali che non aspettano altro".

Il senatore Gianluca Ferrara, vicepresidente del gruppo M5S Senato e capogruppo in Commissione Esteri, si è così espresso in aula dopo l'informativa di Di Maio e Guerini sull'Afghanistan, proponendo di "rendere l’Italia e l’Unione europea protagonisti di una vera ‘missione di pace’, una forte iniziativa diplomatica volta a intavolare una trattativa condizionata con chi oggi governa l’Afghanistan – aiuti in cambio di rispetto dei diritti umani – al solo scopo di alleviare la situazione della popolazione di quel Paese".

In aula è intervenuto anche il  il sentore M5S Alberto Airola, componente della Commissione Esteri di Palazzo Madama.  "Serve - ha detto - che l'Unione europea si muova unitariamente in Afghanistan come una potenza mondiale. Oggi questo è possibile proprio perché l’Europa nella sua storia recente e in questo dramma afghano ha risvegliato una coscienza collettiva mai avuta prima. Questo è un momento storico in cui veramente noi europei possiamo lavorare insieme. Questa è una grandissima occasione storica per dimostrare a noi stessi e ai Popoli europei che in questo contesto internazionale noi insieme possiamo essere un soggetto forte e pesante sugli equilibri geopolitici. E’ l’occasione di una nemesi, di una catarsi per tutta l’Europa".    (Enrico Piovesana, M5S)

 

  Fipe:"Diritto a vita, lavoro, sicurezza" per le donne

                                        by REDAZIONE

    

                                                 (jpg Veronasera)

                                                                                                        

 Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne di Fipe-Confcommercio ha commentato il discorso sulle donne del premier Draghi in occasione dell'apertura del G20 in Liguria. “La comunit←nternazionale deve operare per fare in modo di estendere a tutte le donne il diritto a coniugare la propria vita familiare, quella lavorativa e il diritto alla sicurezza", ha detto.

"Spesso nei pubblici esercizi - ha aggiunto - assistiamo a episodi di violenza fisica o verbale nei confronti di donne imprenditrici o lavoratrici, mentre nel 2020 abbiamo visto migliaia di titolari costrette a sacrificare la propria professione, per restare a casa ad occuparsi dei figli in dad o in quarantena. Noi del Gruppo Donne imprenditrici di Fipe-Confcommercio, anche attraverso il progetto #sicurezzavera, lavoriamo ogni giorno per fare in modo che queste situazioni diventino l’eccezione e non pi↓a regola, ma ¥vidente che la responsabilit■aggiore ←n capo alle istituzioni. Per questo apprezziamo particolarmente le parole del premier Draghi in aperture del G20 sull’empowerment femminile di Santa Margher ita Ligure e ci auguriamo che alle parole seguano i fatti”.

Sempre pi↓e donne hanno un ruolo importante nei bar e ristoranti, capaci di gestirli da vere imprenditrici, al pari degli uomini. Ma resta il problema economico. Nonostante la ripresa delle attivit£ pieno regime, i fatturati di bar e ristoranti sono ancora lontani dal periodo pre crisi.

L’estate 2021, con l’Italia in zona bianca e nonostante l’introduzione del vincolo del green pass, ha visto un incremento degli incassi per i pubblici esercizi pari a tre miliardi di euro rispetto a un anno fa, ma ancora non basta. Secondo l’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, rispetto all'estate 2019, l’ultima prima del Covid, la ristorazione ha incassato circa 2 miliardi di euro in meno.

Un dato sul quale pesa in particolare la troppo lenta ripresa dei flussi turistici internazionali che incide negativamente sulle performance delle città d'arte. Anche per questo ○ecessario stabilizzare la ripartenza, scongiurando in ogni modo nuove chiusure e misure restrittive ai danni delle imprese. (cs Tommaso Tafi)

 

 

 

                                     DISASTRO

              Incendio a Milano, corto circuito?

by REDAZIONE

 

  "Mai vista una cosa così", ha affermato Giuliano Santagata, comandante dei vigili del fuoco di Milano, mentre cercava, con la sua squadra, di domare l'incendio con la sua squadra.in via Antonini a Milano dove domenica scorsa, alle ore 17.45, ha preso fuoco un palazzo, costruito 10 anni fa, era di 15 piani, abitato da circa 70 famiglie.

Tra le ipotesi al vaglio, anche quella di un cortocircuito, come dimostrerebbe un video agli atti dell'inchiesta realizzato da un residente della zona. Al momento, come precisato dalle autorità, non è comunque possibile ancora avere risposte precise sulle cause.

Le cause dell'incendio sono ancora in via di accertamento; però, "è apparso chiaro sin da subito è che il rivestimento esterno del palazzo è andato in fiamme in modo fin troppo rapido, in una dinamica che ha ricordato da vicino l'incendio della Grenfell Tower di Londra di qualche anno fa". Lo ha scritto sui social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.